domenica, dicembre 11, 2011

Il razzismo di Torino e l'omofobia di Scilipoti



L’odiato non può combattere l’odio che gli viene rivolto. E se non può farlo lui lo devono fare gli altri, coloro i quali a quell’odio non è indirizzato. Così gli ebrei devono combattere l’islamofobia e le persecuzioni ai cristiani nel mondo; gli islamici l’antisemitismo; i cristiani l’islamofobia e l’antisemitismo e cosi via. Queste, grosso modo, le parole del Rabbino Capo di Inghilterra, Sir Jonathan Sacks, in un incontro con la Comunità Ebraica di Roma prima dell'incontro di domani con il Papa.
Parole attualissime se vediamo quello che è successo a Torino. A battersi in difesa dei Rom, vittime di un atto di puro razzismo, dobbiamo essere tutti noi: cristiani, ebrei, musulmani, gay, laici, atei, scientologisti e vattelaapeschisti. Un concetto, quello della responsabilità sociale di “un fratello per l’altro”, che in tempi così difficili può essere una risorsa a cui attingere. E allora se la vittima dell’odio in questo caso sono i Rom sono tutti i diversi dai Rom a doverli difendere. Se la vittima di attacchi vergognosi è la deputata orgogliosamente lesbica del Pd, Anna Paola Concia, sono tutti coloro non omosessuali a doversi impegnare in sua difesa. Indubbiamente ciò è difficile per due ordini di motivi: il primo è che ognuno conosce bene il proprio orticello ma non quello altrui (che è grosso modo la stessa situazione in cui si trova chi discrimina); il secondo è che su alcuni temi si preferisce l’ambiguità all’intransigenza. Quel che però sfugge a molti è che in realtà le cosiddette minoranze difendono tutte uno stesso ed unico bene: il diritto ad essere diversi. E allora, maggioranze e minoranze, oggi più che mai, hanno il dovere di essere responsabili l'uno per l’altro; di fare della lotta all’intolleranza una cultura; di fare della diversità una bandiera. Perché in realtà per essere davvero uguali è necessario sapere quanto siamo diversi.
Vito Kahlun

lunedì, novembre 14, 2011

Un ritratto privato di Mario Monti e qualche consiglio non richiesto. di Anna La Rosa


di Anna La Rosa - Di Mario Monti, classe 1943, economista, presidente dell'Università Bocconi e editorialista del Corriere della Sera, si è già scritto molto. Europeista convinto di formazione cattolica, liberista, da sempre fautore del libero mercato e del rigore dei conti pubblici, non ama stare sotto i riflettori. Non lo infastidiscono, ma difficilmente rilascia dichiarazioni tanto per fare. Quello che dice è sempre ben ponderato. E se ai giornalisti dice che "oggi è una bella giornata" non è un caso, ma un modo di lanciare un messaggio ottimista. Una personaggio, che nel corso della sua carriera, ha avuto a che fare con tutta la classe dirigente di un'epoca. Da Giovanni Spadolini a Gianni Agnelli, da Silvio Berlusconi a Massimo D'Alema, tutti hanno sempre voluto lavorare con Mario. I soliti maligni, invece, parlano (carinamente) del Monti pubblico come della versione più evoluta, affabile, cordialmente ironica e super partes di Giuliano Amato.
Le passioni, le debolezze e il carattere del professor Mario, però, lo conoscono in pochissimi. Prima fra tutte sua moglie Elsa Antonioli con cui è sposato da 44 anni e che gli ha dato due figli: Federica e Giovanni. Quel che si sa è che: ha "paura dei gatti neri che attraversano la strada. Specie se provengono da sinistra" (così in un'intervista a Stefania Rossini); e che faceva il tifo per il Milan di Nils Liedholm e per quello degli anni cinquanta. Pierluigi Battista, editorialista del Corsera, lo ha descritto come un uomo che "predilige i toni bassi, si sente a suo agio nelle stanze del potere discreto e lontano dalle luci della ribalta. Rappresentante di una tecnocrazia che ragiona su numeri e regole senza voler nulla concedere ai furori e ai sentimenti della piazza". Uno, aggiunge Battista, che ci "difende strenuamente un ruolo convenzionalmente definito super partes". La domenica, Monti e signora, difficilmente si perdono una messa. 
Umberto Burani, già segretario generale della European Banking Federation, sul blog "La Pulce di Voltaire" ne parla in questi termini: "Non ho gran che da rivelare sulla persona, il che è normale quando si parla di qualcuno sul quale non c'è niente di malizioso da dire. Bocconiano di ferro, a Bruxelles ha fatto come sempre una vita riservata, lontana dalla mondanità. Era difficile frequentarlo, soprattutto all'inizio, anche se avevamo del lavoro in comune da fare. Comunque abbiamo pranzato e discusso insieme, ma certo condivideva i discorsi più personali, e anche quelli politici, con pochi e fedeli amici. 
Al di là di questo ritratto un po' più privato c'è da augurarsi che il suo Governo non sia formato solo da autorevoli professori (con tutto il rispetto per i prof!), ma anche da uomini brillanti e d'esperienza come Moavero (suo capo di gabinetto al Parlamento Europeo), il Segretario Generale del ministero degli Esteri Giampiero Massolo o l'attuale Presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà già segretario generale a Palazzo Chigi. Per i Beni culturali e il Turismo, invece, la speranza è che il governo Monti abbia il tempo e la 'fantasia' di cercare qualcuno capace di mettere a reddito quelli che Gianni De Michelis, con decenni di anticipo, definì i nostri 'Giacimenti culturali'... 
Penso comunque che tutti dobbiamo augurarci che questa esperienza di 'responsabilità nazionale', o come la si vuol chiamare, consenta all'Italia, e tutti noi, di andar oltre lanci di monetine e insulti non degni di una democrazia nobile come la nostra.

domenica, novembre 13, 2011

"Inedito", il miglior disco di Laura Pausini. La recensione.


Nella vita bisogna sapersi ricredere. Quando ascoltai i primi trenta secondi di ogni canzone del disco "Inedito" di Laura Pausini pensai: ma è il disco della cantante romagnola o di Paolo Carta? Lo ammetto: il pensiero fu un po' cattivello. Fatto sta che arriva l'11/11/2011 e prima di andare al lavoro passo l'album della Pausini da iTunes al mio iPod. E' stata una sorpresa, una dimostrazione del fatto che, a volte, le anteprime ingannano. Certo è musica pop. Lascia il tempo che trova. O per dirla meglio, ti dà qualche istante di puro piacere. Nel caso di "Inedito" questi istanti sono molti. La maturità musicale della Pausini si percepisce in ogni canzone. Musica, parole e arrangiamenti sono molto interessanti. 


E ora le pagelle e le espressioni più belle di ogni canzone:

Bastava: 7.5 Davvero una canzone piacevole, melodica e non banale. Una canzone che veste alla Pausini parecchio bene. Le espressioni che rimarranno impresse: "Scambiamoci uno schiaffo di pace", "e buttarci sotto l'acqua gelata e accettare che davvero è acqua passata" e "ricordati quando bastava".

Ognuno ha la sua matita: 4. La canzone è lenta. Poteva svilupparsi in due fasi ed essere un crescendo invece è lenta. Se la melodia fosse sviluppata in stile "Come se non fosse stato mai amore" sarebbe stata meno peggio. Un valido motivo per cui ascoltarla: la parte che fa  "non/ ci/ sono istruzioni/ per l'uso della vita/ ognuno ha/ la sua/ matita". Ben arrangiata.

Come vivi senza me: 6.5. Ai concerti della Pausini andrà una bomba. Fuori un po' meno, ma tutto sommato è una canzone piacevole.

Nel primo sguardo: 10. No, scherzo. Non voglio dare un voto a questa canzone. E' molto affettuosa. E poi vale la pena ascoltarla per sentire la voce della Pausini's sister. 

Inedito: 7--. Il duetto con Gianna Nannini non è male. Però è vero quel che si dice nella canzone. Pausini: "Tu sei l'esatto opposto di me". Nannini: "per questo è splendido".

Troppo Tempo: 10 e lode. E in questo caso non è una provocazione. La canzone scritta da Ivano Fossati per Laura Pausini è un capolavoro. Per almeno tre motivi. Il primo è che valorizza pienamente tutte le caratteristiche vocali di Laura Pausini. Fossati ha immaginato la Pausini come un perfetto strumento musicale e la Pausini non l'ha deluso. E infatti la Pausini in questo brano è davvero inedita. Il secondo è che la canzone  è bellissima. Musica e parole avvolgono come una calda coperta. Il terzo: il duetto tra questi due titani della musica italiana. Fatevi un regalo: ascoltatela e compratela.

Le cose che mi aspetto: 8. Il mix perfetto tra la Pausini di una volta e quella di oggi. Difficilmente delude questa canzone. "Come il profumo di una sorpresa, di una speranza sempre accesa, ho già vinto se ho convinto te che sei speciale". Anche qui è molto interessante come viene fuori la vocalità della Pausini.

Mi tengo: 3. Non rimane impressa, insipida. Durante un concerto può essere un'ottima pausa tra una canzone e l'altra. Niente più.

Celeste: 7,5. Non è l'Avrai di Claudio Baglioni ma è una canzone molto dolce, affettuosa, profonda. Sono convinto che quando la Pausini deciderà di avere un figlio riuscirà a scrivere la versione 2.0. di questo bel brano. Sicuramente una canzone personalissima, da sentire.

Benvenuto: 7. Orecchiabile, cantabile e non troppo pretenziosa. La canzone con cui la Pausini darà il benvenuto al 2012 nel suo concerto al Palalottomatica. Se mi leggi Pausini accetto volentieri due biglietti per il 31 a Roma. (cristal_v7@hotmail.com) :D

Tutto non fa te: 7. Particolare brano per la Pausini. Da ascoltare. Alcune lyrics: "Dal buio stanotte ti parlo di me, ho tutto stanotte, ma tutto non fa te. Fai come fosse una volta, che mi dicevi Laura c'è un bene che non cambia al mondo, di chi ti sente e ti ascolta". Archi e violini ci stanno benissimo in questa canzone.

Nessuno sa: 6.5. Non mi fa impazzire, ma non mi dispiace. 

Ti dico ciao: 7. Ricordi personali...

Non ho mai smesso: 8. Una canzone che parla dell'amore della Pausini per la musica. Ma in realtà questo brano ci parla delle dinamiche dell'amore e delle esigenze umane per valorizzarlo. Bella canzone. Una frase stupenda: "Quanta fantasia ci vuole per partire/, si ritorna solo andando via7".

In definitiva un disco da comprare. Davvero. 

Bentornata a Laura Pausini (e complimenti). 
VK

domenica, ottobre 23, 2011

"L'opera d'arte più costosa al mondo" in vendita per 150 milioni di dollari
















"The most expensive painting in the world" on sale for $150 million. Una provocazione contro la mercificazione dell'arte e il consumismo spietato, contro la perfetta coincidenza di significato tra valore e prezzo.

lunedì, ottobre 10, 2011

La provocazione di Rondolino: boicottiamo il censimento

di FR
Perché mai lo Stato vuole conoscere quante sono, come si chiamano, dove e quando sono nate le “persone che hanno dimora abituale nell’alloggio” in cui vivo? Che diritto ha di sapere se ho oppure non ho una doccia (domanda 3.4), un impianto di riscaldamento (4.1), un posto auto (5.2) o una connessione a internet (6.4)? E perché pretende che gli dica a che ora esco di casa per andare al lavoro (7.6) o se ho qualche difficoltà nel salire e scendere le scale (8.3)? Il nuovo censimento Istat che sta arrivando nelle case degli italiani è un’intrusione illegittima, costosa e inutile nella vita privata di ciascuno di noi.
Il censimento costa l’astronomica cifra di 590 milioni di euro (il doppio di quello di dieci anni fa) e non serve palesemente a nulla: “permetterà di acquisire informazioni utili a comprendere meglio la realtà in cui viviamo – ci scrive il presidente dell’Istat nella lettera minatoria che accompagna il questionario – e ad assumere scelte più consapevoli da parte delle istituzioni”. Fantastico! Per sapere com’è fatta male l’Italia, casomai venisse loro in mente di migliorarla, le “istituzioni” hanno bisogno di spendere più di mezzo miliardo costringendomi a compilare un questionario tanto sciocco quanto intrusivo.
È infatti in gioco, soprattutto, una questione di principio. Ogniqualvolta lo Stato limita la mia libertà intromettendosi nella mia coscienza, nella mia famiglia o nella mia proprietà, deve avere un motivo molto valido per farlo: per esempio, ho commesso un crimine. Ma se non faccio nulla di socialmente pericoloso, lo Stato deve restarsene fuori dalla mia porta di casa. Se entra, commette un crimine. Ogni raccolta di dati sulla mia vita privata è una violazione del diritto naturale alla protezione della mia persona, e come tale è illegittima.
La multa per chi sceglie la disobbedienza civile va da 200 a 2000 euro; in alternativa, per difendersi dallo Stato totalitario e impiccione, si può sempre rispondere a casaccio.

tratto da Thefrontpage.it

giovedì, maggio 19, 2011

Sabina Began, Berlusconi mi ha avvicinato a Dio. Voglio più bene a Berlusconi che alla Minetti

"Berlusconi mi ha avvicinato a Dio perche' lui ama Dio ed e' una persona di fede. Per me e' un maestro di vita, un saggio e un santo. Lui e' puro e mi ha avvicinato alla spiritualita'. Mi ha illuminato l'anima e sono diventata una donna spirituale". Queste le parole usate da Sabina Began in diretta alla Zanzara su Radio24. La showgirl conosciuta come l'Ape Regina ha aggiunto: "Ho sentito anche oggi il Presidente e lo chiamo sempre passando dalla segreteria perchè dopo quel casino non usa piu' il cellulare. Io amo il Presidente: è un amore speciale e se ho dormito o no con il Presidente non sono cose eleganti da dire". Forse qui la Began voleva dire che il premier le ha fatto vedere il paradiso.
La Began ha poi assicurato che le feste è da un po' che non si fanno. In merito al 'bunga bunga', invece, la showgirl ha spiegato: era una cosa solare per dire facciamo festa, cantiamo, balliamo. Non erano come ho letto delle orge e cose di questo genere". Infine da Began arriva un no secco ad una sua possibile carriera politica: "no, farei solo la politica dell'amore. Io - ha poi concluso - voglio piu' bene a Berlusconi della Minetti".

mercoledì, maggio 11, 2011

Con il terremoto ci guadagna il Superenalotto

Tratto da Libero (ed. romana) di oggi.
di Vito Kahlun - Il  terremoto dell’11 maggio 2011 probabilmente verrà ricordato come “La scossa dell’Unità d’Italia”.  E il motivo è semplice: ha messo d’accordo tutti i sismologi, di solito divisi; i politici, ancora più divisi;  ha fatto discutere di prevenzione; e ha portato le persone ad organizzare degli eventi ad hoc. Nella data in cui Garibaldi sbarcò a Marsala con i Mille c’è chi organizza picnic all’aperto, aperitivi in casa,  brindisi all’ombra del Colosseo,  giornate in agriturismo ma anche convegni all’Università “La Sapienza” e visite guidate presso l’Istituto di Vulcanologia.. Nel quartiere Esquilino di Roma, poi, c’è chi, per esorcizzare la paura da terremoto, ha creato un vero e proprio “sistemone Terremoto” da giocare al Superenalotto. Quote disponibili: 90, come la paura. Prezzo cadauna: 140 euro, un decimo di uno stipendio medio. Slogan per promuovere il sistemone: “Sistema Terremoto. Se nun morimo se divertimo”.
Gli unici a non essere colpiti dall’ansia da sisma sono i fedeli. E per rendersene conto basta scambiare quattro chiacchiere con i parroci delle periferie romane. «Questa storia», osserva un prete che preferisce rimanere anonimo, «non ha inciso in alcun modo sul numero di presenze a messa e sulle confessioni. Anche i lumicini accesi alla Madonna e Padre Pio  sono grosso modo gli stessi. Qualche battutina la si sente,  ma niente più». Così anche alcuni parroci di Montesacro, viale Marconi e via Tuscolana.
Se i fedeli si sentono al sicuro, gli “scettici ma scaramantici” si organizzano come meglio possono. Anche perché “non succede, ma se succede..”. E allora tra peperoncini,  ferri di cavallo, corni e collane d’aglio meglio non farsi mancare nulla in borsa e in tasca. Così se chi non ci crede festeggerà sotto il Colosseo all’insegna di bufala e prosecco, gli scettici ma scaramantici - con kit antisfiga al seguito - si daranno appuntamento davanti alla Bocca della Verità per poi andarsene a passeggio per il Centro Storico di Roma.  
C’è poi chi sulle voci del terremoto ha sviluppato una vera e propria psicosi. È il caso del quartiere Esquilino a Roma da tempo ribattezzato “Chinatown”. Nel quadrante  in cui grossisti di abbigliamento e bigiotteria, per lo più cinesi, svolgono la propria attività economica si preannuncia una giornata di serrande abbassate. I motivi (di copertura) sono i più disparati: chiuso per inventario, per ferie o per motivi di salute. Parlando con alcuni cinesi di Roma si capisce che la realtà è ben diversa e che il cartello da esporre sulle serrande dovrebbe essere: “Chiuso per terremoto o presunto tale”. Se così c’è chi, già da tempo, si è organizzato per farsi una settimana in Cina, c’è anche chi, pur di non rimanere nella Capitale, va a fare visita ai parenti  residenti  a Prato, Milano e Bologna.  Anche perché meglio un pranzo con la suocera che un ipotetico terremoto.  Un barista italiano della Chinatown de noantri racconta: «Sono terrorizzati. Non parlano di altro da giorni. Non ho dubbi:  domani (oggi ndr)   piazza Vittorio sarà deserta». Un comportamento, quello dei cinesi all’Esquilino, che a breve potrebbe essere analizzato da sociologi in giacca e cravatta interessati ai macro  effetti delle leggende metropolitane e alle sue ricadute in termini di marketing del prodotto.
   I cinesi non sono gli unici “fuori sede”  a  preoccuparsi. Da giorni genitori e  parenti di studenti e lavoratori fuori sede tampinano di chiamate i propri cari. Giovanna, studentessa calabrese alla Sapienza di Roma, racconta: «Non se ne può più. In due giorni mi ha chiamato tutta la famiglia. Mamma, papà, zio, zia. Mi ha chiamato anche mia cugina Maria Rosaria». «Con tutte le onde elettromagnetiche partite dai loro cellulari», ironizza la studentessa, «l’unica scossa prevedibile è quella di onde radio». Anche Alessandro, studente barese a Roma Tre, non ne può più. «Ma che si pensano che chiamandoci ci salvano la vita? Prima o poi tutti passiamo a miglior vita, quindi perché rompere tanto le scatole? Mah, forse lo capirò quando diventerò genitore». Intanto il Codacons ha reagito alla leggenda metropolitana presentando  alla Procura della Repubblica di Roma un esposto «contro tutti quei soggetti (blog, siti web, tv, radio, giornali, ecc.) che hanno in qualsiasi modo diffuso e alimentato la notizia del terremoto».

(tutti i diritti sono riservati)

lunedì, maggio 02, 2011

Hamas: "Bin Laden Santo Subito"

di Kahlunquemente - Bin Laden ha fatto un miracolo: l'Autorità nazionale palestinese ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Hamas sul terrorista saudita. In breve il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, dopo aver condannato l'azione statunitense che ha portato alla morte di Bin Laden ha definito lo sceicco saudita come: "Un guerriero arabo santo". [segue su Thefrontpage.it - qui il link]

mercoledì, aprile 13, 2011

Berlusconi: "Non mi ricandido. Penso ad Alfano premier"

Silvio Berlusconi in un incontro con la stampa estera ha dichiarato di escludere una sua eventuale ricandidatura al governo del Paese. In questa occasione il primo ministro ha indicato Angelino Alfano come suo  «successore» alla guida del Pdl. «Se ci sarà bisogno di me come padre nobile, sono disponibile - ha dichiarto Berlusconi - Potrei essere capolista del Pdl, ma non voglio un ruolo operativo», ha puntualizzato il premier.

martedì, aprile 12, 2011

I risulati della Consulta

Non ho fatto campagna elettorale ma mi avete scelto. Continuerò, come sempre ho fatto, ad impegnarmi per la Nostra Comunità.
Vito K.

Lista 1 "Giovani Per Israele"




A B C D E F G H I L


TOTALE TEMPIO FONTEIANA BALBO ASILI LICEO RIPOSO POZZO BETHEL OSTIA TRIPOLITANIA








Amati  Edoardo 216 20 58 11 34 29 8 25 20 3 8
Kahlun Vito 208 16 27 14 12 18 7 16 53 2 43
Anticoli Micol 201 32 56 5 26 21 16 15 17 2 11
Naim Raffaele 201 34 44 10 20 19 5 5 41 0 23
Benigno Ruben 184 19 63 7 18 23 18 10 14 1 11
Pontecorvo Gianluca 179 19 44 4 20 29 17 16 15 3 12
Pavoncello David 176 20 57 7 20 15 12 17 13 2 13
Rubin Raffaele 167 16 14 8 17 10 12 9 51 2 28
Kahlun Ruben 161 7 16 15 10 13 5 6 50 1 38
Perugia Fabio 154 23 49 3 20 18 11 9 11 2 8
Kahlun Ben Benedetto 149 11 18 9 7 11 5 6 44 0 38
Calò Valentina 145 14 18 8 16 36 18 14 11 0 10
Moresco Sara 140 22 35 4 17 24 7 4 11 2 14
Spizzichino Micol 130 17 19 8 20 14 11 5 24 1 11
Funaro Samuel 128 17 30 9 20 13 9 9 11 1 9
Moresco Luca 128 20 34 4 11 21 6 15 7 2 8
Vivanti Linda 118 13 28 6 16 17 3 11 13 0 11
Coen David 116 17 20 5 11 9 14 22 10 0 8
Raccah Samuel 115 12 10 8 8 4 5 1 38 0 29
Calò Simona 109 9 32 7 14 11 11 12 5 0 8
Ascoli Franco 106 11 26 4 23 12 9 6 6 1 8
Sasson Richard 104 11 14 10 6 6 6 1 31 0 19
Sonnino Chiara 102 10 25 3 17 17 9 4 9 1 7
Pavoncello Marco 86 8 18 5 6 8 19 10 4 2 6
Pavoncello Leo 81 6 16 2 5 9 21 8 5 2 7
Spizzichino Sharon 77 11 15 3 10 14 7 3 8 0 6
Modigliani David 72 7 11 4 6 13 7 11 8 2 3
Poliakine Jasha 69 11 14 3 4 17 3 4 9 0 4
Olmeda Federico 65 13 10 5 14 4 5 4 6 0 4
Di Segni Alessandro 64 6 8 4 3 8 7 10 6 9 3
Mieli Andrea David 56 6 12 2 9 6 7 8 4 0 2
Piazza o Sed Nicole 50 6 15 5 7 5 3 5 0 0 4









Lista 2 "Per Israele"





A B C D E F G H I L


TOTALE TEMPIO FONTEIANA BALBO ASILI LICEO RIPOSO POZZO BETHEL OSTIA TRIPOLITANIA








Di Cave Elvira 372 60 65 20 42 30 52 62 16 11 14
Limentani Elio 197 31 27 11 14 13 25 59 5 6 6
Terracina Alberto 195 23 28 6 15 10 30 66 7 6 4
Spizzichino Raffaella 178 27 54 9 16 15 16 25 5 3 8
Di Veroli Emilia 172 21 21 4 7 8 20 77 3 4 7
Sonnino Livia 171 37 33 12 21 10 15 28 5 3 7
Piperno Elisabetta 141 22 24 4 18 6 26 35 2 1 3
Moresco Alberto 140 17 16 7 12 10 13 51 6 6 2
Sed Massimo 125 12 11 2 11 9 8 65 0 4 3
Di Segni Angelo 120 13 12 10 12 7 17 45 1 1 2
Di Veroli Andrea 120 14 27 1 15 9 11 31 5 3 4
Bracci Claudio 116 13 22 7 5 5 25 33 3 1 2
Soliani Umberto 114 13 20 3 19 8 14 32 1 1 3
Sonnino Giacomo 111 17 14 3 6 4 19 45 0 0 3
Anticoli Ruben 104 19 23 3 15 9 4 21 7 1 2
Bedussa Rawal 104 15 19 4 8 4 7 18 12 7 10
Coen Aldo 102 14 15 0 9 5 14 33 6 2 4
Anticoli Andrea 86 11 18 1 12 12 9 16 1 2 4
Anticoli Daniela 86 10 20 3 9 4 10 20 6 3 1
Samonì  Antonella 83 7 7 2 7 10 17 16 2 15 0
Di Veroli Marco 75 7 13 0 6 5 9 30 3 0 2
Fiano Fabrizio 74 12 14 7 13 4 8 5 2 2 7
Anticoli Paola 72 7 9 2 9 4 8 11 4 15 3
Panzieri Alessandra 65 7 9 2 6 3 8 27 2 1 0
Arbib Adelina 63 10 11 2 7 2 5 18 6 1 1
Della Rocca Gianfranco 62 14 14 2 5 3 3 9 4 4 4
Alhadeff Monica 46 8 5 4 7 1 1 11 7 1 1

Lista Hazak





A B C D E F G H I L


TOTALE TEMPIO FONTEIANA BALBO ASILI LICEO RIPOSO POZZO BETHEL OSTIA TRIPOLITANIA









Coen Sabrina 377 66 36 61 64 38 43 14 26 0 29
Spagnoletto Amedeo 343 57 48 52 54 32 36 14 27 1 22
Orvieto Anna 312 49 38 49 65 27 28 10 23 0 23
Bassan Marco 293 41 45 59 38 19 27 7 32 0 25
Coen Linda 283 50 31 37 44 29 37 8 26 0 21
Fellus  Jacqueline  265 40 30 21 48 25 26 5 43 0 27
Piperno Piero 250 60 24 39 42 23 24 4 17 0 17
Livdi Esther 228 37 25 42 36 22 22 4 20 0 20
Nacamulli Ariel 213 42 21 38 29 21 22 3 22 0 15
Levy Aviram  204 31 24 38 36 16 19 5 14 0 21
Anav Yael 201 30 17 35 35 27 14 10 17 0 16
Guetta Felice 183 24 23 24 28 16 21 9 28 0 10
Veneziani Diletta 155 38 20 24 16 14 19 4 9 0 11
Palmieri Eva Ruth 150 15 26 22 25 13 16 5 13 0 15
Lattes Attilio 134 23 9 19 18 18 21 6 7 0 13
Di Veroli Laura 128 26 13 11 22 10 15 9 7 1 14
Perugia Paola 126 24 14 17 14 10 19 5 12 0 11
Segre Marco 117 31 14 16 13 12 15 1 9 0 6
Sermoneta Marina 113 24 14 14 20 15 8 5 8 0 5
Sabatello Alessandra 109 23 10 21 18 7 11 2 16 0 1
Della Rocca Giovanni 102 19 9 14 14 12 10 4 8 0 12
Izsak Giorgio 89 20 3 10 13 12 11 2 11 0 7
Spizzichino Daniel 76 13 5 11 12 7 9 3 12 0 4
Badia Stefano 73 15 12 8 9 11 5 3 3 0 7
Pavia Simone 72 14 7 11 10 9 9 4 4 0 4



















Lista 4 "Per la Comunità"







A B C D E F G H I L


TOTALE TEMPIO FONTEIANA BALBO ASILI LICEO RIPOSO POZZO BETHEL OSTIA TRIPOLITANIA








Calò Sandra 105 15 13 2 12 12 13 18 10 0 10
Di Castro Raffaella 102 8 15 5 13 21 11 13 5 0 11
Calò Emanuele 81 10 18 2 8 11 9 12 4 0 7
Pavoncello David 78 9 15 0 7 6 13 18 5 0 5
Di Veroli Attilio 75 14 8 1 7 12 10 14 4 0 5
Sed Angelo 75 8 13 2 6 6 15 18 6 0 1
Di Segni Benedetto 74 13 11 1 7 12 9 9 6 0 6
Mieli Mario 70 6 11 1 4 11 11 22 4 0 0
Di Castro Simona 69 10 7 3 9 9 7 13 3 0 8
Di Veroli Sharon 65 14 12 3 2 5 7 14 5 0 3
Salmoni Sharon 65 9 9 3 2 5 11 16 8 0 2
Di Veroli Andrea 61 11 11 1 4 9 5 6 3 0 11
Funaro Diletta 61 5 13 2 4 10 5 10 6 0 6
Moscato Cinzia 60 12 10 0 7 4 8 14 2 0 3
Polacco Vittorio 57 7 9 1 2 9 10 11 4 0 4
Di Veroli Gioia 55 9 8 2 5 6 5 10 5 0 5
Greco Gualtiero 44 7 5 0 4 4 6 13 4 0 1
Sonnino Fabio 44 3 9 0 4 3 8 8 6 0 3
Spizzichino Sara 41 4 7 1 0 3 9 8 7 0 2
Sonnino Elisabetta 39 1 7 1 1 6 7 9 5 0 2
Moscato Pacifico 38 7 4 0 3 3 6 14 1 0 0
Perugia Debora 36 4 8 2 2 1 6 6 2 0 5

martedì, marzo 29, 2011

Trattativa in alto mare tra Roma e DiBenedetto

«Non finirà presto».Con queste parole il presidente di Roma 2000 (holding che controlla il 67% dell'As Roma), Attilio Zimatore, ha fatto sapere che la trattativa per la vendita del club giallorosso è ancora in alto mare. Le trattative riprenderanno a breve.

giovedì, marzo 24, 2011

A 3 anni pesa 57 chili. E' record

Il "piccolo" pechinese ha appena 3 anni e pesa già 57 chili. I genitori sono disperati perché il ragazzino - rivelano mamma e papà al quotidiano inglese Sun - di dieta non ne vuole sapere niente. E loro al contempo non riescono a gestire la sua irrefrenabile voglia di cibo. Lu Hao,  5 volte più grande rispetto ai suoi coetanei di tre anni, di questo passo rischia gravi malattie. 

mercoledì, marzo 16, 2011

Politici asini: nessuno sa cosa si festeggia il 17 marzo. E la Santanché offre il suo anello sull'Unità d'Italia


E' vero: in pochi sanno che il 17 marzo del 1861 a Torino, Cavour e il Re Vittorio Emanuele II proclamarono per legge il Regno d'Italia e Vittorio Emanuele II assunse il titolo di Re d'Italia. Ma che a non saperlo siano i deputati che hanno polemizzato sui festeggiamenti e si sono riempiti la bocca delle parole "unità" e "Italia" dà la nausea. La trasmissione televisiva "Le Iene", in onda su Italia 1  a poche ore dalla data di cui nessuno sa nulla, ancora una volta sono lo specchio di un'Italia che discute di fuffa o di persone perché di altro non saprebbe parlare. Andiamo per ordine. 
Nel servizio trasmesso su Italia 1 la giornalista Sabrina Nobile si piazza davanti alla sede della Camera dei Deputati - Montecitorio - e ferma deputati e senatori lì di passaggio per fargli una semplice domanda: "Perché è stato scelto il 17 marzo per celebrare l'Unità d'Italia?". Le risposte sono imbarazzanti e negli occhi degli intervistati si può leggere un mix di panico e arroganza. Il sottosegretario di Stato Daniela Santanché, deputata per il partito di destra Movimento per l'Italia - alla domanda della giornalista Mediaset risponde: "Che mi deve fare un esame. Guardi io gli esami da lei non li faccio. Lei lo sa cosa è successo nella storia il 17? E allora deve leggere qualche libro", sentenzia la Santanché. Che aggiunge: "Le lascio il mio anello sull'Unità d'Italia". Al che la giornalista risponde: "Magari così ci faccio qualche soldo". A seguire l'ex deputata della Margherita, Cinzia Dato, che va nel panico: "No, no. Togliete, togliete, togliete". In questo caso la fortuna è che si tratta di una ex deputata. Per Rosy Bindi - presidente del principale partito di opposizione, il Pd - "il 17 marzo si festeggia Roma Capitale" Va peggio a Claudio Barbaro di Futuro e Libertà per l'Italia che "cosa è accaduto il 17 marzo di preciso non lo so dire", che però sostiene che "nel Regno delle Due Sicilie c'erano i Savoia", e non i Borboni, e che alla fine - in un narcisismo sociologico - chiede all'intervistatrice: "quindi non vado in onda perché ho risposto a troppe domande?" e la Nobile ironica: "E no, me sa che ce vai in onda". Nunzia de Girolamo (PdL), assidua frequentatrici di salotti televisivi, dice di chiedere al ministro degli Interni "perché è colui che lo sa". Poi tocca a Luigi Bobba (Pd) che non ricorda il primo re d'Italia. Altrettanta ignoranza dall'ex deputato dell'Udc Vincenzo Alaimo, che però ha una geniale intuizione: "Evidentemente c'è stato qualcosa di importante e storico per cui oggi si festeggia l'Unità d'Italia", mentre la Breccia di Porta Pia (1870) viene fatta risalire al 1900 e qualcosa. E Garibaldi, l'eroe dei due mondi per le storiche imprese in Sud America e Italia, si chiama così perché ha risolto unito nord e sud del Paese. Più coraggioso il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (PdL), che dopo aver blaterato qualcosa sulle Cinque giornate di Milano, sostiene con assoluta fermezza che "il 17 marzo non è accaduto niente di specifico". Anche lo pseudo intellettualissimo ex ministro dell'Istruzione, Fabio Mussi (ex Pd), cos'è successo il 17 marzo "non lo ricorda" e alla domanda su chi fosse il primo re d'Italia chiede alla giornalista "di non fare gli interrogatori". Franco Cardiello, invece, senatore del PdL, rimane su posizioni "negazioniste". Secondo il senatore l'incontro a Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II "non c'è mai stato", e i due mondi di cui Garibaldi era "Eroe" erano, sostiene Cardiello, "il Regno delle Due Sicilie e il resto dell'Italia". Alla fine però chiede di rimandare l'interrogazione di una settimana cosi da potersi preparare. E poi altri deputati, per lo più del movimento dei Responsabili, sostengono che Camillo Benso Conte di Cavour non è stato il primo presidente del Consiglio ma "il primo presidente del Parlamento" e che "Roma", e non Torino, "è stata la prima Capitale d'Italia". 
Degli intervistati l'unico a sapere qualcosa è il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che a domanda risponde correttamente. Per il resto è uno schifo assoluto: agghiacciante. Un video che passerà alla storia come la testimonianza di un'Italia che festeggia ma non sa. Che si riempie la bocca di immagine ma che forse avrebbe bisogno di una bella psicoterapia.