mercoledì, marzo 09, 2011

Michelle e Obama come Sandra e Raimondo. Storiella divertente!

Una sera il presidente Obama e sua moglie Michele hanno deciso di rompere la routine andando a cena nel primo ristorante che capitava. I due si erano però dati una sola regola: il ristorante non doveva essere lussuoso. Una volta entrati in un posticino senza troppe pretese, mentre erano seduti a tavola il proprietario del ristorante ha chiesto agli agenti del servizio segreto se poteva "gentilmente" parlare con la First Lady in privato. Dopo alcune verifiche gli agenti hanno rivolto l'invito a Michelle che ha accettato.
Terminato il colloquio privato il presidente Obama ha chiesto a Michelle: "Perché era così interessato a parlare con te?". Al che lei ha spiegato al marito che nella sua adolescenza quel ragazzo era pazzo di lei. Allora Obama le ha detto: "Beh, se ti fossi sposata con lui avresti potuto essere proprietaria di questo bellissimo ristorante". Così Michelle ha risposto: "No, se lo avessi sposato, lui ora sarebbe il Presidente".


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martedì, marzo 08, 2011

Viterbo, perde alla Slot e impazzisce

Dopo aver perso alla slot machine tutto quello che aveva, circa 250 euro, e uscito per prendere altri soldi. Una volta presi i soldi è tornato al bar. Il proprietario, data l'ora tarda, aveva abbassato la serranda e chiuso la cassa. A quel punto il giocatore d'azzardo innervosito per non potersi rifare della perdita appena subita non ci ha visto più. L'uomo, un quarantenne pregiudicato, è andato in macchina ha preso il suo fucile a canne mozze e l'ha puntato contro il padrone del bar. Senza mezzi termini. "O mi fai giocare o ti ammazzo". A quel punto il barista non ha potuto dire no e ha lasciato che l'uomo, con il fucile alla sua destra, continuasse a giocare. Approfittando della distrazione del pregiudicato l'uomo è uscito dal locale è ha dato un velocissimo allarme ai carabinieri. Gli uomini dell'arma, intervenuti immediatamente, hanno ammanettato il giocatore accanito con l'accusa di minacce e detenzione di arma clandestina e modificata. Il pregiudicato non è riuscito a recuperare in alcun modo gli oltre 300 euro perduti. All'arrivo dei carabinieri ha detto: "ho usato solo un cric per convincerlo a tenere il bar aperto".

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lunedì, marzo 07, 2011

Lei russa di carnagione chiara, lui romano di carnagione olivastra. Il figlio nasce nero

Lei russa di carnagione chiarissima, lui romano dalla pelle olivastra. Il figlio, però, nasce nero. Non si tratta di un raro caso di melanismo (che è un po' l'opposto dell'albinismo, ma più raro), ma del tradimento consumato da Natasha, una russa di quarantuno anni, al marito Guido. Natasha dopo esser rimasta incinta non aveva preso lontanamente in considerazione la possibilità che il figlio fosse dell'uomo con cui aveva tradito il marito. Così, aveva portato avanti la gravidanza più o meno tranquillamente. Poi, lo scorso novembre, mentre si trovava a San Pietroburgo, dove era tornata per stare un po' con i suoi genitori, Natasha partorisce Yuri. Il bimbo bellissimo e in buona salute pesa quattro chili. La carnagione però non è né di mamma né di papà. Sembra aver preso più da quel collega della Costa D'Avorio con cui la mamma si era lasciata andare . Così Guido una volta rientrato a casa si è ritrovato davanti la "sorpresa". Passato un mese il giovane romano non è riuscito a passare sopra il fatto e ha dato mandato all'avvocato di chiedere la separazione con addebito dalla moglie. I due erano sposati da 10 anni. Guido, per la trama ingannatoria, ha chiesto alla moglie un risarcimento di 100mila euro.
 

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giovedì, marzo 03, 2011

Falsi ingegneri, dirigenti con 62 incarichi, poliziotti spacciatori: ecco chi sono i furbetti del Lazio.


Falsi ingegneri, dirigenti con 62 incarichi, poliziotti spacciatori: ecco chi sono i furbetti del Lazio.

La creatività laziale si esprime anche nelle truffe allo Stato. Forze di polizia che rubano partite di cocaina e banconote sequestrate; un genio della truffa che da dirigente del Comune di Pomezia, nella tradizione della migliore commedia italiana, riesce ad ottenere e svolgere contemporaneamente - attraverso false dichiarazioni - 62 incarichi professionali (mentre al contempo gestiva un ristorante); finti ingegneri che diventano dirigenti pubblici specializzati e che assumono altri falsi ingegneri; corsi professionali finanziati con fondi europei e mai realizzati. Sono questi alcuni dei casi su cui la Corte dei Conti, sezione giurisdizione per il Lazio, si è pronunciata nel 2010. Nei discorsi tenuti del presidente della sezione laziale della Corte, Salvatore Nottola, e nella requisitoria svolta dal vice procuratore generale Pio Silvestri, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011, sono state anche confermatele tendenze degli anni passati. Nel Lazio, i principali danni alle casse dello Stato, si registrano nei settori della sanità, degli appalti e delle consulenze. II presidente Nottola ha poi evidenziato la tendenza delle amministrazioni pubbliche a chiudere un occhio verso gli illeciti commessi dai propri dipendenti. La sezione laziale della Corte nel 2010 ha elargito condanne per 101 milioni di euro. I danni erariali sono però superiori. Secondo la Guardia di Finanza, nel 2010, le frodi e gli sprechi nel Lazio ai danni dello Stato sarebbero quantificabili in 320 milioni di euro. Per il resto il 2010 della Corte si chiude in positivo. Rispetto all'anno precedente, grazie alla collaborazione con tutte le forze dell'ordine, nelle casse di Comuni, Province e Regioni del Lazio i fondi recuperati sono aumentati del 14% rispetto al 2009. Confermata anche la riduzione dei tempi giudiziari. Nonostante l'aumento delle denunce sono diminuiti i procedimenti in seno alla Corte. Delle 2.482 istruttorie aperte nel 2010, 1.814 sono state archiviate su esame preliminare. SièparlatoanchediAtaceAma. Silvestri si sono limitato a dire che «l'indagine è in fase istruttoria», ma che si tratta di «un'indagine complessa per numero di soggetti coinvolti Al momento tutto è coperto da segreto» mai danni supererebbero i 17 milioni di euro. Su questo aspetto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, presente alla cerimonia insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, chiamato in causa sull'argomento non si è tirato indietro. «Ci auguriamo», ha dichiarato Alemanno, «che la Corte ci aiuti a fare chiarezza e a trovare una sponda per fare scelte virtuose».