Ieri mattina mi sveglio e sento questa tragica notizia. Inizialmente si parla di 19 morti, poi un po' di meno e poi alla fine questa sera diventano improvvisamente 9(per alcuni) e 6 per altri. Certamente un numero troppo alto. Un numero che allo stesso tempo dimostra l'inattendibilità delle fonti. Fatto sta che la notizia dei 10 soldati israeliani feriti, due dei quali in condizioni GRAVISSIME non interessa a nessuno.
La notizia che tutti vogliono bramosamente dare è che Israele attacca indiscriminatamente una flotta di pacifisti.
Tornando ai fatti. Nel corso della giornata risuscita uno scrittore scandinavo dichiarato morto. Un attivista italiano sulla nave, smentendo le preoccupazioni mostrate dal Forum Palestina sulla democrazia israeliana, chiede di esser processato in Israele. Un video inizia a far chiarezza su quanto realmente accaduto. I pacifisti iniziano a trasformarsi in pacifinti.
Questo però non cambia lo stato delle cose. Le agenzie di stampa pubblicano condanne di tutti i tipi in cui antisionismo ed antisemitismo sono troppo spesso presenti(tra i pochi garantisti l'On.Gianni Vernetti). Le posizioni prese suonano come parole durissime che provocano insulti nelle vicinanze del quartiere ebraico di Roma. Tutto questo però viene considerato normale dalla stampa come se gli ebrei in quanto tali siano responsabili di quanto accaduto. Come se l'ebreo in quanto tale dovesse espiare qualcosa. Ma normale non è, anzi tutto ciò è sintomatico di un antisemitismo che in modo inefficace prova a mascherarsi da antisionismo. Un mix quello tra antisemitismo e antisionismo che nel 1982 ha portato alla tragica morte del piccolo Stefano Gay Taché.
I fatti di questa triste giornata verranno accertati e chi ha sbagliato pagherà(in Israele i soldati, se sbagliano pagano). Ciò che però preoccupa è che domani si continuerà con dichiarazioni fondate sul pregiudizio e posizioni politiche non fondate su fatti concreti.
Poco importa se Hamas defenestra esponenti dell'ANP, se la Flottilia voleva arrivare a Gaza come ente non soggetto a qualsiasi forma di diritto(nazionale o internazionale) o se Hamas da 4 anni non permette nemmeno alla Croce Rossa Internazionale di visitare Gilad Shalit.
In fondo si sa che quando esiste un pregiudizio l'unico fatto che conta è quello strumentalizzabile.
Vito Kahlun
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martedì, giugno 01, 2010
Israele, quando esiste un pregiudizio l'unico fatto che conta è quello strumentalizzabile.
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giovedì, maggio 27, 2010
ANSA, MO: COOP LETTERA A MONTALCINI-LITIZZETTO, NO A BOICOTTAGGIO
MO: COOP; LETTERA A MONTALCINI-LITIZZETTO, NO A BOICOTTAGGIO
(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Lettera aperta di esponenti politici e della cultura al premio Nobel Rita Levi Montalcini e all'attrice Luciana Litizzetto, dopo le notizie su un 'boicottaggio' da parte dei supermercati delle catene Coop e Conad di alcuni prodotti agroalimentari israeliani.
I firmatari della lettera scrivono alla Montalcini in quanto beneficiaria, con la sua Fondazione, di sovvenzioni delle Coop e alla Litizzetto perche' 'volto' delle pubblicita' dei supermercati. Un appello affinche' 'chiedano a Coop e NordiConad di desistere da una scelta 'suicida', che farebbe piu' danni agli italiani che ad Israele'. 'La posizione - aggiungono - e' talmente faziosa che non merita neppure di essere discussa'.
Secondo i firmatari, 'il provvedimento di Coop e NordiConad dovrebbe piuttosto applicarsi a tutti i Paesi dove non sono rispettati i diritti umani fondamentali, dove le liberta' individuali sono violate o inesistenti, dove la censura non permette al mondo e neppure alle organizzazioni umanitarie di verificare le condizioni di vita della popolazione'.
'Forse Coop e NordiConad rifiutano di approvvigionarsi di prodotti iraniani e cinesi o dei tanti paesi del mondo dove queste violenze sono cronaca quotidiana?', chiedono gli estensori della lettera che sottolineano inoltre i danni economici di queste scelte sulla filiera 'in gran parte italiana', soprattutto in un momento di crisi.
Infine, i firmatari, considerano 'tristemente comico' che questi supermercati rifiutino prodotti coltivati nei territori occupati che invece sono normalmente acquistati dai paesi arabi: 'In Italia purtroppo sempre piu' spesso proprio quella sinistra che dovrebbe essere equa e solidale, vuole essere perfino piu' realista del re... arabo! Vi ringraziamo per l'attenzione e speriamo di potere ottenere il Vostro aiuto'.
(ANSA) - ROMA, 27 MAG - La lettera e' firmata da Vito Kahlun (responsabile giovanile del Pri), Maurizio Gasparri (capogruppo PDL al Senato), dai deputati del Pdl Benedetto Della Vedova, Aldo Di Biagio, Fiamma Nirenstein, Andrea Orsini ed Enzo Raisi, dal deputato dell'Api Gianni Vernetti, dal giornalista ed ex deputato Pd Peppino Caldarola, da Piercamillo Falasca (Vice-presidente di Libertiamo), da Angelo Moscati (Presidente bene berith giovani), fa Carmelo Palma (Direttore di Libertiamo.it), dal giornalista Angelo Pezzana, da Giuseppe Maria Piperno (Presidente Unione dei Giovani Ebrei Italiani), da Filippo Rossi (Direttore Farefuturo webmagazine), da Sergio Rovasio (Segretario dell'Associazione Radicale 'Certi Diritti', da Alberto Tancredi (Presidente Associazione Romana Amici d'Israele) e da Sofia Ventura ( Politologa Universita' di Bologna).
Nei giorni scorsi, la Conad ha sostenuto che non e' in corso alcun boicottaggio nei confronti di Israele ma solo una 'richiesta di informazioni' ad un produttore di pompelmi, l'Agrexco, per verificare (a seguito di alcune segnalazioni da organizzazioni umanitarie locali) se la produzione sia avvenuta 'nel rispetto non solo del capitolato di fornitura, ma anche delle condizioni di legalita' prescritte dal diritto nazionale e sovranazionale'. La Conad ha anche precisato che si tratta di 'quantitativi irrilevanti' di pompelmi, la cui produzione e' peraltro finita ad aprile, e che l'importazione da Israele riprendera' appena il frutto sara' nuovamente disponibile.
L'Agrexco e' una societa' a partecipazione statale ed e' il maggiore esportatore di prodotti agricoli israeliani in Europa.
(ANSA).
PH 27-MAG-10 13:00 NNNN
(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Lettera aperta di esponenti politici e della cultura al premio Nobel Rita Levi Montalcini e all'attrice Luciana Litizzetto, dopo le notizie su un 'boicottaggio' da parte dei supermercati delle catene Coop e Conad di alcuni prodotti agroalimentari israeliani.
I firmatari della lettera scrivono alla Montalcini in quanto beneficiaria, con la sua Fondazione, di sovvenzioni delle Coop e alla Litizzetto perche' 'volto' delle pubblicita' dei supermercati. Un appello affinche' 'chiedano a Coop e NordiConad di desistere da una scelta 'suicida', che farebbe piu' danni agli italiani che ad Israele'. 'La posizione - aggiungono - e' talmente faziosa che non merita neppure di essere discussa'.
Secondo i firmatari, 'il provvedimento di Coop e NordiConad dovrebbe piuttosto applicarsi a tutti i Paesi dove non sono rispettati i diritti umani fondamentali, dove le liberta' individuali sono violate o inesistenti, dove la censura non permette al mondo e neppure alle organizzazioni umanitarie di verificare le condizioni di vita della popolazione'.
'Forse Coop e NordiConad rifiutano di approvvigionarsi di prodotti iraniani e cinesi o dei tanti paesi del mondo dove queste violenze sono cronaca quotidiana?', chiedono gli estensori della lettera che sottolineano inoltre i danni economici di queste scelte sulla filiera 'in gran parte italiana', soprattutto in un momento di crisi.
Infine, i firmatari, considerano 'tristemente comico' che questi supermercati rifiutino prodotti coltivati nei territori occupati che invece sono normalmente acquistati dai paesi arabi: 'In Italia purtroppo sempre piu' spesso proprio quella sinistra che dovrebbe essere equa e solidale, vuole essere perfino piu' realista del re... arabo! Vi ringraziamo per l'attenzione e speriamo di potere ottenere il Vostro aiuto'.
(ANSA) - ROMA, 27 MAG - La lettera e' firmata da Vito Kahlun (responsabile giovanile del Pri), Maurizio Gasparri (capogruppo PDL al Senato), dai deputati del Pdl Benedetto Della Vedova, Aldo Di Biagio, Fiamma Nirenstein, Andrea Orsini ed Enzo Raisi, dal deputato dell'Api Gianni Vernetti, dal giornalista ed ex deputato Pd Peppino Caldarola, da Piercamillo Falasca (Vice-presidente di Libertiamo), da Angelo Moscati (Presidente bene berith giovani), fa Carmelo Palma (Direttore di Libertiamo.it), dal giornalista Angelo Pezzana, da Giuseppe Maria Piperno (Presidente Unione dei Giovani Ebrei Italiani), da Filippo Rossi (Direttore Farefuturo webmagazine), da Sergio Rovasio (Segretario dell'Associazione Radicale 'Certi Diritti', da Alberto Tancredi (Presidente Associazione Romana Amici d'Israele) e da Sofia Ventura ( Politologa Universita' di Bologna).
Nei giorni scorsi, la Conad ha sostenuto che non e' in corso alcun boicottaggio nei confronti di Israele ma solo una 'richiesta di informazioni' ad un produttore di pompelmi, l'Agrexco, per verificare (a seguito di alcune segnalazioni da organizzazioni umanitarie locali) se la produzione sia avvenuta 'nel rispetto non solo del capitolato di fornitura, ma anche delle condizioni di legalita' prescritte dal diritto nazionale e sovranazionale'. La Conad ha anche precisato che si tratta di 'quantitativi irrilevanti' di pompelmi, la cui produzione e' peraltro finita ad aprile, e che l'importazione da Israele riprendera' appena il frutto sara' nuovamente disponibile.
L'Agrexco e' una societa' a partecipazione statale ed e' il maggiore esportatore di prodotti agricoli israeliani in Europa.
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venerdì, gennaio 23, 2009
Il pericolo propagandistico
In questi giorni si sono sentite affermazioni retoriche in difesa della libertà di stampa. Tutti siamo per la libertà di stampa, il problema è che se si fanno trasmissioni come quella della scorsa sera si corre il rischio di produrre certi risultati. Per andare nel concreto riporterò alcuni messaggi pubblicati sulla pagina facebook dei fans di Michele Santoro:
" bisogna che i nazi-sionisti sapppiano che non smetteremo di combatterli con ogni mezzo nè in Palestina nè in Europa, per la nostra dignità di uomini liberi e per la libertà della Palestina. Gaza libera! Palestina libera! Onore ai martiri! Avanti fino alla vittoria!" ore 3.22am;
"Hamas non è un'organizzazione terroristica ma una frangia di resistenza armata all'invasore". 12.18pm;
Un ragazzo dal cognome arabo con la foto di un terrorista di hamas rivolge l'invito ad un coetaneo di simili vedute affermando: "ti vogliamo ad al jazeeraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!" 11.22pm;
"io penso che lo stato di Israele si debba dissolvere" aggiungendo "dico che il sionismo di Israele è la realizzazione perfezionata del nazismo"
Inoltre per concludere in bellezza mi sono beccato un attacco personale per aver fatto la campagna elettorale sostenendo Gianni Alemanno. La persona in questione mi ha scritto: "bene bene Vito, in effetti sionisti, nazisti e fascisti vanno sempre a braccetto, tanti sono gli interessi che li accomunano. mi fa piacere che oltre ad inquinare facebook con la tua propaganda sionista stai anche collaborando a rendere l'italia un campo di gioco per le mafie e i massoni. Chi sono i più filo-israeliani? sono sempre gli elementi più beceri della nostra politica, quelli che hanno più condanne, e che quindi hanno imparato a convivere con il crimine convincendosi di essere degli uomini e di avere una moralità e un'ideologia".
Io non do dell'antisemita a nessuno(anche se il dubbio sorge),ne faccio di tutta l'erba un fascio, tanto perché non mi interessa radicalizzare lo scontro quanto perchè credo sia inutile mettere il tuo interlocutore in una condizione di irrecivibilità sostanziale.
Certo non capisco perché Israele infuochi tanto gli animi e stimoli parecchio la fantasia di un certo giornalismo, che pensa di poter cambiare il mondo quando si tratta dello stato ebraico mentre rimane in silenzio quando la questione si sposta su Congo,Sudan, Nigeria e mille altri posti in cui purtroppo vengono violati gravemente i diritti umani e attuati atroci genocidi.
In questo periodo, ma anche in campagna elettorale, mi sono sentito dare del: fascista, nazista, terrorista, massone, cospiratore, criminale oltre che "ebreo" in senso discriminatorio. Naturalmente ho risposto a tono. Tutto questo però mi intristisce parecchio perchè dimostra l'incapacità di una certa sinistra, ma anche dell'estrema destra, di riconoscere l'avversario che ha davanti. Mi fa rabbia pensare che la mentalità di cui era intriso il movimento pacifista (di cui l'URSS era il burattinaio) abbia lasciato la sua impronta metodologica in una certa sinistra incapace di guardare avanti.
Per quanto mi riguarda certi personaggi possono dire quello che vogliono, ma sappiano che cosi facendo non faranno altro che rafforzare la consapevolezza dell'identità politica e umana di chi non la pensa come loro. Sappiano di avere una responsabilità verso un'importante processo di integrazione che se contaminato da fattori di politica estera rischia di produrre risultati molto simili a quelli francesi o di condurre a follie comportamentali che hanno portato al tragico attentato del 1982 in cui venne ucciso Stefano Gay Tache presso la sinagoga di Roma.
Il boicottaggio dei negozi, le scritte antisemite, il silicone nei lucchetti dei negozi degli ebrei di Roma sono tutti gesti che dovrebbero indurci ad una riflessione profonda. Sono tutti segnali che se non analizzati con la dovuta attenzione rischiano di degenerare in eventi tragici.
Se hai trovato questa notizia utile divertente o interessante, clicca sulla pubblicità che trovi qui sopra, cosi da sostenere il nostro blog. GRAZIE!
" bisogna che i nazi-sionisti sapppiano che non smetteremo di combatterli con ogni mezzo nè in Palestina nè in Europa, per la nostra dignità di uomini liberi e per la libertà della Palestina. Gaza libera! Palestina libera! Onore ai martiri! Avanti fino alla vittoria!" ore 3.22am;
"Hamas non è un'organizzazione terroristica ma una frangia di resistenza armata all'invasore". 12.18pm;
Un ragazzo dal cognome arabo con la foto di un terrorista di hamas rivolge l'invito ad un coetaneo di simili vedute affermando: "ti vogliamo ad al jazeeraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!" 11.22pm;
"io penso che lo stato di Israele si debba dissolvere" aggiungendo "dico che il sionismo di Israele è la realizzazione perfezionata del nazismo"
Inoltre per concludere in bellezza mi sono beccato un attacco personale per aver fatto la campagna elettorale sostenendo Gianni Alemanno. La persona in questione mi ha scritto: "bene bene Vito, in effetti sionisti, nazisti e fascisti vanno sempre a braccetto, tanti sono gli interessi che li accomunano. mi fa piacere che oltre ad inquinare facebook con la tua propaganda sionista stai anche collaborando a rendere l'italia un campo di gioco per le mafie e i massoni. Chi sono i più filo-israeliani? sono sempre gli elementi più beceri della nostra politica, quelli che hanno più condanne, e che quindi hanno imparato a convivere con il crimine convincendosi di essere degli uomini e di avere una moralità e un'ideologia".
Io non do dell'antisemita a nessuno(anche se il dubbio sorge),ne faccio di tutta l'erba un fascio, tanto perché non mi interessa radicalizzare lo scontro quanto perchè credo sia inutile mettere il tuo interlocutore in una condizione di irrecivibilità sostanziale.
Certo non capisco perché Israele infuochi tanto gli animi e stimoli parecchio la fantasia di un certo giornalismo, che pensa di poter cambiare il mondo quando si tratta dello stato ebraico mentre rimane in silenzio quando la questione si sposta su Congo,Sudan, Nigeria e mille altri posti in cui purtroppo vengono violati gravemente i diritti umani e attuati atroci genocidi.
In questo periodo, ma anche in campagna elettorale, mi sono sentito dare del: fascista, nazista, terrorista, massone, cospiratore, criminale oltre che "ebreo" in senso discriminatorio. Naturalmente ho risposto a tono. Tutto questo però mi intristisce parecchio perchè dimostra l'incapacità di una certa sinistra, ma anche dell'estrema destra, di riconoscere l'avversario che ha davanti. Mi fa rabbia pensare che la mentalità di cui era intriso il movimento pacifista (di cui l'URSS era il burattinaio) abbia lasciato la sua impronta metodologica in una certa sinistra incapace di guardare avanti.
Per quanto mi riguarda certi personaggi possono dire quello che vogliono, ma sappiano che cosi facendo non faranno altro che rafforzare la consapevolezza dell'identità politica e umana di chi non la pensa come loro. Sappiano di avere una responsabilità verso un'importante processo di integrazione che se contaminato da fattori di politica estera rischia di produrre risultati molto simili a quelli francesi o di condurre a follie comportamentali che hanno portato al tragico attentato del 1982 in cui venne ucciso Stefano Gay Tache presso la sinagoga di Roma.
Il boicottaggio dei negozi, le scritte antisemite, il silicone nei lucchetti dei negozi degli ebrei di Roma sono tutti gesti che dovrebbero indurci ad una riflessione profonda. Sono tutti segnali che se non analizzati con la dovuta attenzione rischiano di degenerare in eventi tragici.
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domenica, gennaio 04, 2009
Reazione Sproporzionata?
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giovedì, maggio 01, 2008
Tutti a Torino a sventolare le bandiere di Israele
E’ imbarazzante il comportamento del Prefetto di Torino che ha sostanzialmente equiparato chi manifesta contro lo Stato di Israele, e chi vuole sventolare la bandiera con la stella di Davide.
Se è vero che Israele è l’ospite d’onore di questa fiera, mi vengono alcuni dubbi sul culto dell’ospitalità, mi viene il dubbio che sia un ospite non gradito. Pur non essendo un rappresentante dello Stato di Israele ritengo, da un punto di vista diplomatico, offensivo non poter sventolare le mie bandiere liberamente. Sarebbe come affermare di avere in casa un’ospite di cui ci vergogniamo. Sarebbe come voler essere rispettosi di chi ritiene che lo stato ebraico non sia legittimato ad esistere e ad esprimere liberamente la propria cultura. Tra Italia e Israele c’è un ottimo rapporto, se si escludono i due anni D’Alemmah, e la decisione del Prefetto di Torino non è stata tra le più geniali.
Basti pensare che Il Manifesto e Liberazione, due testate solitamente non molto tenere con Israele, hanno apertamente criticato il boicottaggio. C’è però da dire che l’adesione al boicottaggio, di chi è attivo in quella stessa parte politica, è figlia di un attacco continuo allo Stato ebraico che spesso tendeva a giustificare gli attacchi terroristici da parte di Hamas o Hezbollah definendoli “atti di resistenza”. Altra posizione degna di nota, è quella dell’Unione Democratica Arabo Palestinese Italia, che descrive gli scrittori David Grossmann, Amos Oz e Abram Yehoshua come “uno strumento di propaganda per il sionismo”.
Questa è la sinistra che accusa il centrodestra di essere fascista non rendendosi conto che ad attuare un comportamento fascista è essa stessa, una sinistra che può boicottare ma non può subire boicottaggi, una sinistra che si è dimenticata cosa voglia dire essere di sinistra. Una sinistra, ormai scomparsa, che pur non condividendo le tue idee si sarebbe fatta ammazzare per fartele esprimere, era una sinistra che amava mettere in discussione i propri punti di vista senza l’arroganza di chi pensa di aver ragione. Una deriva che oltre ad essere di un modo di fare cultura è anche deriva di un sistema culturale. Epifenomeno di questa deriva è il filosofo Gianni Vattimo. Seppur dispiace che l’Università di Bologna, rifiuti la parola a questo professore, il pregiudizio ideologico mostrato da Vattimo nei confronti dello Stato ebraico ha raggiunto punte tali da superare qualsiasi ambito culturale, come egli ha dimostrato sostenendo il boicottaggio della Fiera del libro di Torino. Non è un caso che ora gli autonomi vogliano occupare l’ateneo per garantire un suo intervento. Giuseppe Sassatelli, Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, cosi facendo ha dato una lezione di tolleranza politica a chi crede nell’intolleranza e nel boicottaggio culturale. Una chiara situazione paradossale che non ha precedenti nell’ambito universitario.
Mostrare la bandiera di Israele alla Fiera del Libro non significherà condividere la politica di uno Stato, ma riconoscerne il diritto all’esistenza attiva, il diritto ad essere un ospite di cui non vergognarsi.
Se è vero che Israele è l’ospite d’onore di questa fiera, mi vengono alcuni dubbi sul culto dell’ospitalità, mi viene il dubbio che sia un ospite non gradito. Pur non essendo un rappresentante dello Stato di Israele ritengo, da un punto di vista diplomatico, offensivo non poter sventolare le mie bandiere liberamente. Sarebbe come affermare di avere in casa un’ospite di cui ci vergogniamo. Sarebbe come voler essere rispettosi di chi ritiene che lo stato ebraico non sia legittimato ad esistere e ad esprimere liberamente la propria cultura. Tra Italia e Israele c’è un ottimo rapporto, se si escludono i due anni D’Alemmah, e la decisione del Prefetto di Torino non è stata tra le più geniali.
Basti pensare che Il Manifesto e Liberazione, due testate solitamente non molto tenere con Israele, hanno apertamente criticato il boicottaggio. C’è però da dire che l’adesione al boicottaggio, di chi è attivo in quella stessa parte politica, è figlia di un attacco continuo allo Stato ebraico che spesso tendeva a giustificare gli attacchi terroristici da parte di Hamas o Hezbollah definendoli “atti di resistenza”. Altra posizione degna di nota, è quella dell’Unione Democratica Arabo Palestinese Italia, che descrive gli scrittori David Grossmann, Amos Oz e Abram Yehoshua come “uno strumento di propaganda per il sionismo”.
Questa è la sinistra che accusa il centrodestra di essere fascista non rendendosi conto che ad attuare un comportamento fascista è essa stessa, una sinistra che può boicottare ma non può subire boicottaggi, una sinistra che si è dimenticata cosa voglia dire essere di sinistra. Una sinistra, ormai scomparsa, che pur non condividendo le tue idee si sarebbe fatta ammazzare per fartele esprimere, era una sinistra che amava mettere in discussione i propri punti di vista senza l’arroganza di chi pensa di aver ragione. Una deriva che oltre ad essere di un modo di fare cultura è anche deriva di un sistema culturale. Epifenomeno di questa deriva è il filosofo Gianni Vattimo. Seppur dispiace che l’Università di Bologna, rifiuti la parola a questo professore, il pregiudizio ideologico mostrato da Vattimo nei confronti dello Stato ebraico ha raggiunto punte tali da superare qualsiasi ambito culturale, come egli ha dimostrato sostenendo il boicottaggio della Fiera del libro di Torino. Non è un caso che ora gli autonomi vogliano occupare l’ateneo per garantire un suo intervento. Giuseppe Sassatelli, Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, cosi facendo ha dato una lezione di tolleranza politica a chi crede nell’intolleranza e nel boicottaggio culturale. Una chiara situazione paradossale che non ha precedenti nell’ambito universitario.
Mostrare la bandiera di Israele alla Fiera del Libro non significherà condividere la politica di uno Stato, ma riconoscerne il diritto all’esistenza attiva, il diritto ad essere un ospite di cui non vergognarsi.
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